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SPIGOLATURE - SOCIETA’: Chef a tre stelle rifiuta la citazione dalla Guida Michelin.
Data: 17/10/2017

Vuole "avere uno spirito libero" e meno pressione: lo chef francese Sébastien Bras, titolare del rinomato tre stelle Le Suquet, meta di gourmet che da tutto il mondo raggiungono la regione dell'Aubrac, nei Pirenei, vuole rinunciare al prestigioso riconoscimento assegnato da quella che è considerata la Bibbia dei viaggiatori amanti della tavola.
Bras di fatto si tira fuori da una cerchia molto esclusiva, visto che i tre stelle nel paese d'Oltralpe sono solo 27."A quarantasei anni voglio dare un nuovo senso alla mia vita: professionale, sì, ma anche alla mia vita in generale e di ridefinire i valori essenziali", spiega, dicendo con orgoglio di aver dimostrato che ormai ha vinto la sfida con il passato. Ovvero, come sottolinea a Sapori il critico francese Nicolas Chatenier, il paragone con suo padre.
"La guida Michelin è stata un grande stimolo, una fonte di molte soddisfazioni - ha detto - ma anche causa di una grande pressione, che inevitabilmente l'attribuzione delle 3 stelle porta con sè. Ogni giorno, uno dei 500 piatti che esce dalla cucina può essere giudicato ed è faticoso. Forse perderò in notorietà, ma sono pronto ad accettarlo", assicura.
In Italia un caso simile aveva visto protagonista nel 2008 "il maestro" per antonomasia, Gualtiero Marchesi. "D'ora in poi non accetterò più voti, punteggi, stellette" aveva detto in polemica con la Michelin Italia, chiedendo piuttosto un giudizio articolato, una descrizione, un commento al posto di un arido simbolo. Per tutta risposta, l'anno successivo, nell'edizione 2009 la Rossa lo citava solo come "ristorante d'albergo" (era all'Albereta in Franciacorta).

Fonte: La Repubblica - 20 settembre 2017




SPIGOLATURE - SANITA’: Una madre su cinque si è sentita insultata o maltrattata durante il pa
Data: 17/10/2017

Durante il parto una donna dovrebbe sentirsi protetta. E' un momento delicato nella vita delle future mamme. Eppure non è così: si stima che sono circa 1 milione le madri in Italia, il 21% del totale, che affermano di essere state vittime di una qualche forma di violenza ostetrica, fisica o psicologica, alla loro prima esperienza di maternità. Un'esperienza così traumatica che avrebbe spinto il 6% delle donne, negli ultimi 14 anni, a scegliere di non affrontare una seconda gravidanza, provocando di fatto la mancata nascita di circa 20.000 bambini l'anno.
Un parto difficile, traumatico fa prendere la decisione di non aver altri figli. Preoccupano, ancor più in un paese con forte denatalità come il nostro, i dati che mergono dalla fotografia scattata dalla prima indagine nazionale sul tema: "Le donne e il parto", realizzata per indagare il fenomeno, sommerso e ancora poco conosciuto, della cosiddetta "violenza ostetrica", l'appropriazione dei processi riproduttivi della donna da parte del personale medico. La ricerca, nata su iniziativa dell'Osservatorio sulla violenza Ostetrica Italia, è stata condotta dalla Doxa.L'iniziativa rappresenta il proseguimento e l'evoluzione della campagna d'informazione e sensibilizzazione.
Lo studio, che ha preso in esame un campione di 5 milioni di donne italiane, tra i 18 e i 54 anni, con almeno un figlio di 0-14 anni, ha indagato i diversi aspetti e momenti vissuti durante le fasi del travaglio e del parto: dal rapporto con gli operatori sanitari alla tipologia di trattamenti praticati, dalla comunicazione usata dallo staff medico al consenso informato, dal ruolo della partoriente nelle decisioni sul parto al rispetto della dignità personale.
Medici e madri. Si è cercato di capire se avevano subito violenza ostetrica. Si tratta dell'appropriazione dei processi riproduttivi della donna da parte del personale medico, come, ad esempio, costringerla a subire un cesareo o una episiotomia non necessari, o  a partorire sdraiata  con le gambe sulle staffe, a esporre il corpo nudo di fronte a molte persone, separare la madre dal bambino senza una ragione medica. Fra i danni che una paziente può affrontare c'è anche quello di non essere coinvolta nei processi decisionali o di essere umiliata verbalmente. Sulla base di queste informazioni, è emerso che un 21% del totale delle madri ritiene di aver subito una qualche forma di violenza ostetrica fisica o verbale alla loro prima esperienza di maternità.

Fonte: La Repubblica - 20 settembre 2017




SPIGOLATURE - CRONACA: Cane veglia sull’amico investito sulla via Tuscolana.
Data: 17/10/2017

Non si è mai allontanato, non ha mai lasciato il suo amico steso a terra senza vita: è l'incredibile storia a cui hanno assistito sulla via Tuscolana i passanti dove un cane è stato investito e il suo inseparabile amico è rimasto a vegliarlo. L'investimento è avvenuto infatti proprio in mezzo alla carreggiata. I pendolari hanno pazientemente rallentato.

Fonte: LA ZAMPA - 20 settembre 2017




SPIGOLATURE - SANITA’: Modificato il DNA di embrione per prevenire malattie nei figli.
Data: 17/10/2017

Nuovo trionfo della medicina. In una prima assoluta un gruppo di ricercatori Usa è riuscito a modificare il codice genetico del Dna di un embrione umano per «riparare una mutazione grave quanto comune causa di malattie». Ricorrendo alla tecnica Crispr di «modifica dei geni» i ricercatori hanno mutato il Dna difettoso di alcuni embrioni ancora a livello di agglomerato cellulare, compiendo un ulteriore passo verso la creazione di bambini "geneticamente" modificati per eliminare il rischio di ereditare problemi di salute dai genitori. Se non fosse stata operata la mutazione del codice del Dna degli embrioni i nascituri avrebbe sviluppato un difetto cardiaco che può causare morte immediata senza alcun sintomo preliminare.
Ora non solo gli embrioni, se fatti sviluppare, non soffriranno dalla malattia, ma non potranno trasferirla, una volta nati e diventati adulto, alle loro progenie.
La Bbc aggiunge che questo sistema di «gene editing» apre la porta alla prevenzione di oltre 10.000 malattie trasmesse geneticamente dai genitori ai figli. I ricercatori hanno effettuato l'intervento su embrioni consentendogli di svilupparsi per soli 5 giorni, solo per verificare la riuscita del test ma senza consentire che si arrivasse alla nascita di un bambino. La tecnica, scoperta nel 2015, conosciuta come Crispr (dall'acronimo inglese Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) riguarda segmenti di Dna (ossia blocchi delle basi Adenina, Guanina, Citosina e Timina che compongono il nostro "codice" umano) contenenti brevi sequenze ripetute. Operando una sorta di «taglia» «copia» ed «incolla» di queste serie di basi, spostandole lungo la sequenza del Dna, si riesce a modificare quest'ultimo o, in casi come questo, di disturbi trasmessi geneticamente, a eliminare la sequenza causa della malattia.

Fonte: Il Tempo - 02 settembre 2017